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Alcune cose che non sai sulla lingua italiana

18/04/2019 09:26

Alcune cose che non sai sulla lingua italiana

L’italiano è la ventunesima lingua al mondo per numero di parlanti: i locutori madrelingua sono circa sessantatré milioni, secondo recenti stime. Eppure, è considerata una delle lingue più importanti al mondo per questioni culturali, sia perché milioni di persone la parlano come seconda lingua sia per il suo impatto sul commercio e sull’industria globale.

Ma cosa sappiamo sull’italiano? Ecco alcune curiosità…

L’italiano deriva dal latino, ma non dal latino classico che studiamo a scuola, quanto dal latino volgare, simile a quello parlato dalla plebe romana, da soldati, contadini e abitanti delle province in epoca repubblicana. Dalla contaminazione tra il latino volgare e le lingue degli invasori barbari deriva il volgare, dalla cui lunga evoluzione nascerà in seguito la lingua italiana.

La più antica testimonianza di italiano scritto è rappresentata da un’iscrizione sulle Catacombe di Commodilla, visitabile in via delle Sette Chiese a Roma, che risalirebbe al VI-IX secolo. Il più antico documento in lingua italiana è, invece, il famoso Placito Capuano del 960 in cui ritroviamo alcune formule in volgare in un testo quasi interamente in latino.

Secondo l’Enciclopedia Treccani, in Italia si parlano così tanti dialetti che è persino difficile farne una stima. Gli studiosi dividono l’Italia in tre grandi aree dialettali: settentrionale, centrale e meridionale. Inoltre, gli studiosi definiscono “italiano popolare” l’italiano di chi ha per madrelingua il dialetto e ha acquisito la lingua nazionale in modo imperfetto.

Alla fondazione del Regno d’Italia l’80% della popolazione italiana era analfabeta. Esattamente cento anni dopo, solo il 9% della popolazione era analfabeta, mentre nel 2001 gli italiani analfabeti erano “soltanto” il 2%. L’italiano che impariamo a scuola o nei corsi di lingua è considerato italiano standard anche se l’italiano più diffuso è l’italiano neostandard, anticipato da Pierpaolo Pasolini già nel 1964, non sempre rispettoso delle regole della grammatica ufficiale. A preoccupare gli italianisti sono però le lacune di grammatica e sintassi che affliggono i parlanti nativi, anche quelli con livelli più alti di istruzione.